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Sa Dio quello che io cercavo

Lettere senza destinatario

Viroslav Vajdic

Sa Dio quello che io cercavo, volevo incontrare
non so cosa,
una sera,
sentivo l’antico momento dell’incanto, le cose
dimenticate nel tempo
– gli oggetti senza forma dentro di me,
una traccia di cenere e un pezzetto d’acre,
quei nomi immortali nella memoria.
L’ancora, nei bottoni dorati, e le carte,
la polvere nel vuoto – l’odore, e alcuni vestiti di bambino,
dei resti, qualche mollica di anni fa – e da molto lontano,
al soffio dell’aria alla finestra, pensai a te: tra le nubi, un presagio di pioggia era
il mancarti,
con i tuoi occhi inspiegabili, e la sera così moriva.
Era un colore, l’ansia dei presentimenti:
era un’ombra: l’addio,
la notte profonda nella finestra.

Jaime Saenz

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Informazioni su Livio Cotrozzi

Scrittore, autore televisivo e radiofonico, contadino dilettante, marito, padre e uomo libero.

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