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Articoli, poesia

Un Meridiano per Maria Luisa Spaziani

Firenze, 27 giugno 2012 – Torinese d’origine, Maria Luisa Spaziani – una delle voci canoniche e più affermate della poesia italiana contemporanea – approda ai prestigiosi «Meridiani» di MondadoriTutte le poesie, con un illuminante saggio introduttivo di Paolo Lagazzi e un’ampia ed attendibile cronologia curata da Giancarlo Pontiggia.

La Spaziani vive a Roma; è stata per breve tempo moglie diElémire Zolla, celebre studioso di misticismo ed esoterismo, e ha insegnato a livello universitario Letteratura tedesca e poi Letteratura francese a Messina. Dopo l’esordio nello «Specchio» di Mondadori con Le acque del sabato (1954), la poetessa ha attraversato il secondo Novecento e il nuovo secolo con un’ampia ed importante serie di libri: da Il gong L’occhio del ciclone a Transito con catene, da Geometria del disordineLa stella del libero arbitrio ed Epifania dell’alfabeto a La traversata dell’oasi e La luna è già alta.

Mitica figura ispiratrice della poesia montaliana (la Volpe), la Spaziani ha firmato numerose opere saggistiche e traduzioni, soprattutto dal francese: da Flaubert, Ronsard, Racine, Marivaux, la Yourcenar, Tournier, ma anche Goethe e Saul Bellow. Autrice di teatro, scrittrice di aforismi, prose d’invenzione e racconti (Aforismi,Donne in poesia, La freccia), ha al suo attivo un poemetto in ottave di rilievo su Giovanna d’Arco, pubblicato nel 1990 e adesso meritatamente tornato in libreria grazie ad Interlinea.

Di lei abbiamo scelto per queste «Notizie» tre poesie d’amore (di tono alto e insieme, con alterni dosaggi, elegantemente colloquiali), anche se il suo testo più celebre, di gusto epigrammatico, arguto e conciso quanto il genere epigrammatico richiede e com’è nelle corde dell’autrice, resta probabilmente questo: «L’indifferenza è inferno senza fiamme.
/ Ricordalo scegliendo tra mille tinte il tuo fatale grigio. // Se mondo è senza senso,
 / tua è la vera colpa. /Aspetta la tua impronta / 
questa palla di cera» (L’indifferenza).

Marco Marchi

La cometa

Quel mio amore per lui aveva ali di cera
lunghe le ali sembravano eterne
battevano il cielo sicure, sfioravano picchi,
puntavano al sole con nervature nervine.

Fuse le ali ormai mi ricrescono dentro,
soltanto ora perdute mi diventano vere,
e ai cuori incauti grido: la passione è un fantasma
troppo importante, uomini, per potersi incarnare.

Chiomate vaganti comete di Halley, presagi
disastri prodigi che infiammano e gelano il sangue,
nessuno osi fissarvi, si arrischi a sfiorare
coaguli di pura lontananza –  morgane.

A sipario abbassato

Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni.
Ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
                                        Talvolta
è a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie
– la meraviglia.

Sono venuta a Parigi per dimenticarti…

Sono venuta a Parigi per dimenticarti
ma tu ostinato me ne intridi ogni spazio.
Sei la chimera orrida delle gronde di Notre-Dame,
sei l’angelo che invincibile sorride.

Veniamo a patti (il contadino e il diavolo):
lasciami il giorno per guardare, leggere,
sprecare il tempo, divertirmi, escluderti.
Notti e sogni, d’accordo, sono tuoi.

Maria Luisa Spaziani

articolo originale (link)

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Informazioni su Livio Cotrozzi

Scrittore, autore televisivo e radiofonico, contadino dilettante, marito, padre e uomo libero.

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